Pubblicato il: sabato 26 Dicembre, 2015

Gli itinerari scialpinistici in Valgerola

Comprensorio del Pescegallo, Pizzo Tre Signori, e le “classicissime” Pizzo Olano e Cima Rosetta

olano5Gli appassionati di scialpinismo, nel comprensorio estremamente caratteristico della catena orobica che è la Valgerola, trovano versanti ben innevati, e neve fino a primavera inoltrata. Li attendono montagne dai lunghi pendii per discese di soddisfazione, un ambiente protetto, compreso per gran parte nel Parco delle Orobie valtellinesi e una rete di rifugi aperti o raggiungibili anche nella stagione invernale con gestori che guardano con attenzione ai praticanti dello sci con le pelli di foca. Gli sportivi dello sci meno confortevole si rivolgono ai percorsi del Monte di Salmurano, 2269 metri, Monte di Ponteranica, 2370 metri, cime per le cui gite e ascensioni si può fruire, per arrivare in quota in inverno anche degli impianti di risalita di Pescegallo-Gerola.

tresignori6Altre classiche sono il Monte Rotondo, 2496 metri, la Cima occientale dei Piazzotti, 2340 metri, il Pizzo del tre signori, 2554 metri. Nel comprensorio e sopra il paese di Rasura, sono poi rinomate le scialpinistiche del Pizzo Olano, 2267 metri, e di Cima della Rosetta, 2142 metri, gite frequentatissime, ma da non sottovalutare specie nei tratti di ascesa vicino alla vetta. Qui il ravvicinamento ai percorsi di salita è comunque abbastanza breve, le cime si affacciano visibili sulla bassa Valtellina e il suo fondovalle.

Dai tracciatori delle gare di specialità e dalle guide qualche indicazione per chi vuole frequentare la Valgerola e più in generale la montagna d’inverno, fuori pista. «Se si intrecciano impianti di risalita e ski aree – precisa Giovanni Tacchini responsabile dello Sci club Valtartano – non ostacolare i “discesisti”, e muoversi al di fuori delle piste. Altra raccomandazione, essere sempre attrezzati con il kit di olano10sicurezza antivalanga, con la pala ripiegabile, l’Arva, apparecchio di ricerca per le vittime di valanghe, e la sonda. Lo stesso discorso vale per chi si muove sui nostri percorsi scialpinistici con le ciaspole, lo sport e l’attività in ambiente montano innevato devono sempre di più, giovarsi di queste “dotazioni salvavita”».

«La Valgerola – osserva la guida alpina Davide Spini – è una montagna integra ma non troppo selvaggia, dal buon carattere, con pendii non troppo severi e senza situazioni troppo complesse per i problemi legati alle valanghe: sempre a patto di muoversi in un certo modo, conoscenza delle condizioni meteo, dello stato del manto nevoso, e attrezzature antivalanga al seguito». 

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